Osservatorio Regionale sui Matrimoni Forzati
Cos’è un matrimonio forzato?
Cos'è il matrimonio precoce?
Cos'è matrimonio combinato?
Emilia Romagna
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Si parla di matrimonio forzato quando una o entrambe le persone coinvolte sono costrette a sposarsi senza aver espresso un consenso pieno, libero e informato. La coercizione può manifestarsi attraverso violenza fisica o psicologica, minacce, pressioni sociali o familiari, ricatti emotivi o privazione di libertà e documenti personali. In un matrimonio forzato la scelta di sé, quando e con chi sposarsi viene estorta e non è autentica.
Dal punto di vista internazionale, l’Articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che un matrimonio deve essere basato sul consenso libero e pieno dei futuri coniugi.
In Italia, il matrimonio forzato è espressamente proibito e perseguito penalmente: il Codice Penale all’art. 558-bis punisce chi costringe o induce una persona a contrarre matrimonio o unione civile con violenza, minaccia o abuso di condizioni di vulnerabilità. La pena aumenta se il fatto è commesso ai danni di un minore.
Dal 2019, con la legge 19 luglio 2019, n. 69 (nota come “Codice Rosso”), il legislatore italiano ha rafforzato la tutela contro questa forma di violenza, e con il DL 10 marzo 2023, n. 20 è stato previsto anche il rilascio di un permesso di soggiorno per le vittime del reato di costrizione al matrimonio.
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Un matrimonio precoce (o matrimonio infantile) è un’unione in cui almeno una delle persone (generalmente quella di genere femminile) ha meno di 18 anni al momento del matrimonio. Secondo gli standard internazionali, una persona di età inferiore a 18 anni non è in grado di fornire un consenso libero, pieno e informato, e pertanto ogni matrimonio di questo tipo è considerato una forma di violenza strutturale e di abuso dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre che di genere.
Organismi come l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e la Con Parlamentare del Consiglio d’Europa includono il matrimonio precoce nella definizione di matrimonio forzato, poiché il consenso dei minori non può essere garantito. (da sistemare)
A livello normativo italiano, l'età minima per contrarre matrimonio è fissata a 18 anni; il Tribunale può tuttavia autorizzare il matrimonio a partire dal sedicesimo anno di età in presenza di gravi motivi (art. 18 c.c.).
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Il matrimonio combinato si ha quando in piena libertà i due promessi sposi, di età maggiore, pur non essendosi scelti vicendevolmente, ma essendo stati selezionati da terzi (solitamente familiari), aderiscono a tale tradizione e accettano consapevolmente l’unione proposta. La differenza fondamentale rispetto al matrimonio forzato risiede nel ruolo centrale del consenso libero e informato delle persone che si sposano. Per tale motivo il matrimonio combinato non si qualifica come una violazione dei diritti umani.
Un matrimonio combinato può avere valenze culturali o tradizionali, ma non deve essere confuso con situazioni di coercizione o di assenza di consenso, che sono invece tipiche dei matrimoni forzati o dei matrimoni precoci.
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L’Osservatorio regionale sui matrimoni forzati nasce con l’intento di fornire uno strumento di monitoraggio, analisi e coordinamento dedicato alla prevenzione e al contrasto di una grave violazione dei diritti fondamentali della persona.
L’obiettivo è quello di rendere visibile un fenomeno spesso sommerso, raccogliendo dati, promuovendo conoscenza e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali e Organizzazioni della Società Civile.
Attraverso attività di ricerca, studio e documentazione, l’Osservatorio contribuisce a comprendere le dimensioni del fenomeno a livello regionale, a individuare criticità e buone pratiche e a sostenere lo sviluppo di politiche pubbliche efficaci.
L’Osservatorio opera inoltre come spazio di confronto e supporto per operatori e operatrici, promuovendo azioni di prevenzione, formazione e tutela delle persone a rischio o coinvolte in matrimoni forzati, nel rispetto dei diritti, della dignità e dell’autodeterminazione di ciascuna.
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CHI SIAMO
“Trama di Terre è un’associazione interculturale di donne native e migranti nata a Imola nel 1997, dall’incontro e dal desiderio condiviso di lottare insieme per i diritti di tutte le donne, oltre ogni confine geografico, culturale o sociale.
LA FORZA DI UN NO
L’Osservatorio Regionale sui Matrimoni Forzati nasce all’interno della proposta progettuale dal titolo “LA FORZA DI UN NO. MATRIMONI FORZATI E CONSENSO DELLE DONNE. Percorsi di formazione e sensibilizzazione.” presentata dall’Associazione Trama di Terre APS nell’ambito del Progetto NORA, Network of Organization for Rights and Autonomy against gender-based violence promosso da ActionAid International e Fondazione Realizza il Cambiamento e finanziato dall’Unione Europea.